Storia carta di credito

Venerdì sera. Piove. Una persona mangia ravioli cinesi ordinati su un sito di delivery, guarda un film su una tv a pagamento, comoda nel suo pigiama morbido comprato su un portale di shop on line. Senza muovere un passo, si sta godendo la serata grazie a una tesserina magica che ha permesso di organizzare tutto questo: la carta di credito.

Oggi sembra quasi impensabile vivere senza, ma qual è la storia di questo oggetto che apre le porte del consumo a distanza?

Come nasce la carta di credito: l’idea del credito e della rateizzazione

L’idea alla base della carta di credito è molto semplice e affonda le sue radici nei secoli. Il concetto di credito infatti non è una novità. Senza andare troppo indietro, i nostri nonni e i nostri genitori spesso avevano un conto aperto dal pizzicagnolo sotto casa.

La spesa per la famiglia non era fatta nei supermercati, con una lista che copriva settimane: si andava ogni giorno a comprare poche cose: il pane, che era sempre fresco, un po’ di prosciutto, il latte e qualche uova. Non sempre si avevano i soldi spicci, stiamo parlando ancora di lire, e spesso si ordinava il pane il giorno prima e si mandava il ragazzino di turno a ritirarlo, all’uscita di scuola.

“Metta tutto sul conto”, era la frase che ci avevano insegnato i nostri genitori. Alla fine della settimana, o del mese, si pagava tutto insieme. Era ovviamente un rapporto basato sulla fiducia. Il negoziante era quello del quartiere, spesso la bottega era al piano strada dello stesso condominio, non c’era pericolo che qualcuno scappasse senza saldare il piccolo debito. Questa semplice consuetudine è alla base del concetto su cui si fonda ancora oggi la carta di credito.

Ma torniamo indietro di un po’ di tempo e arriviamo all’inizio del XVIII secolo. Siamo nel 1730 e un mercante di mobili di nome Christopher Thomson ha per primo l’idea di rateizzare il pagamento dei suoi prodotti. Chiunque avesse un lavoro poteva improvvisamente permettersi un bel mobile ( non c’era certo ancora il design svedese a basso costo, un pezzo di arredamento poteva essere una spesa davvero importante per una persona).

Bastava pagare poco alla volta, ogni mese, con un sistema basato sul credito. Questa idea fu rivoluzionaria e molto vantaggiosa sia per l’acquirente, che poteva acquistare un bene con una piccola spesa mensile, sia per il venditore, che acquistò una fetta di mercato importantissima, facendo lievitare i suoi introiti. Per ben due secoli questo sistema fu utilizzato dai mercanti, fino ad arrivare al 1900. Il ventesimo secolo.

Il secolo della rivoluzione. Mente da una parte due fratelli compiono il promo volo su un velivolo a motore, dall’altra un signore pieno di capelli bianchi formula la sua teoria della relatività. I fratelli Lumiere “inventano” il cinema e in Europa arrivano correnti artistiche destinate stravolgere la cultura visiva come il cubismo e l’espressionismo. Nasce la psicoanalisi, si scoprono i gruppi sanguigni, l’insulina, vengono scoperte la scala Richter, il DNA e le Barbie. E la carta di credito. Prima di storcere il naso pensando che questa piccola carta rigida che avete nel portafogli non valga il confronto con le altre novità che abbiamo citato, date un’occhiata alla vostra stanza e al vostro armadio, e forse addirittura al cibo che state mangiando. Se non ha rivoluzionato il pensiero scientifico, ha certamente preso un posto importantissimo nella vostra vita quotidiana.

Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 inizia infatti a diffondersi un metodo più pratico per tenere il conto di questo sistema di credito. Tenere molti conti aperti per altrettanti clienti richiedeva un sistema di contabilità che richiedeva tempo e precisione. Così inizia a diffondersi un oggetto che possiamo forse identificare come l’antenata della carta di credito: una medaglietta delle dimensioni di una moneta, che erano realizzate per i clienti abituali.

La medaglietta riportava il nome del cliente e il numero del suo conto personale e poteva essere attaccata al portachiavi. L’idea era molto carina, ma non super pratica: infatti ogni negozio aveva una medaglietta diversa, e i clienti che amavano questo mezzo di pagamento a credito si ritrovavano con un moschettone carico di medagliette che pendolava come un pesante batacchio dai pantaloni.

Le prime carte di credito e il Diner’s Club

Nella prima metà del 1900 arrivano diversi prototipi di carta di credito.
La prima carta simile a quella che conosciamo oggi arriva nel 1914, grazie alla società statunitense Wester Union, che la realizzò per i suoi clienti più importanti in modo da consentire una rateizzazione dei pagamenti.

Poco a poco iniziano a diffondersi delle carte specifiche per singoli servizi: Metal Money della General Petroleum Company dedicata ai servizi automobilistici, quella della compagnia telefonica AT&T, e di seguito alcune compagnie ferroviarie introdussero la stessa idea. Ogni carta corrispondeva a un servizio differente, non esisteva un’unica carta di credito da poter utilizzare per diversi acquisti.

Complice il fatto che al tempo i pagamenti dilazionati non prevedevano alcun tipo di interesse, la carta di credito iniziò piano piano a diventare popolare.
Arriviamo al 1949, quando la leggenda racconta che l’imprenditore newyorkese Frank McNamara si trovò in una situazione imbarazzante.

A cena con un socio d’affari, al momento di pagare il conto si accorse di essere rimasto senza contanti. La fedele moglie corse in suo aiuto col denaro, ma intanto il socio aveva già provveduto a pagare il conto. McNamara ebbe dunque l’idea di creare un nuovo metodo di pagamento che non prevedesse i contanti. L’episodio, passato alla storia come The First Supper, pare non sia mai avvenuto, ma è stato inventato di sana pianta come trovata pubblicitaria per lanciare l’idea dell’imprenditore: la Diners Card.

Insieme ai suoi amici Alfred Bloomingdale e Ralph Schneider, McNamara iniziò coinvolgendo una bella fetta dei ristoranti di Manhattan sud che offrivano uno sconto del 10% a chi aderiva a questo esclusivo circolo: nel 1950 nasce ufficialmente il Diner’s Club.
La carta inizia a somigliare sempre di più a quella che conosciamo tutti: l’immagine di Mc Namara, sorridente sotto i suoi baffetti che mangia felice in un ristorante reclamizzando l’iniziativa, inizia a circolare fino a diventare iconica.

Il Club conta sempre più membri che grazie alla carta potevano addebitare non solo cibo, ma anche auto a noleggio e camere d’albergo, e pagare a fine mese con un interesse del 7% e un abbonamento annuale di tre dollari.

L’idea prese rapidamente piede e fu emulata da altri imprenditori, ma Frank McNamara non ebbe la stessa lungimiranza che lo aveva portato a inventare la carta di credito. Convinto che si trattasse di una moda passeggera, dopo qualche anno vendette la società e si dedicò al settore immobiliare. Otto anni dopo la sua intuizione, l’imprenditore newyorkese si ritrovò al verde, e morì povero di attacco di cuore.

L’esperimento Bank of America: il Fresno Drop

Siamo arrivati quasi agli anni ’60, la guerra è finita da un po’, gli americani sono felici e siamo in piena epoca del consumismo. La carta di credito è la nuova industria.
È il 1958 quando nella cittadina di Fresno, in California, tutti gli abitanti si vedono recapitare a casa una busta da parte della Bank Of America.

Dentro, una carta di credito di plastica e le istruzioni su come usarla. Cos’era successo? Perché questo esperimento?

L’intuizione del Diner’s Club era giusta, ma limitata a cene e camere d’albergo. La Bank Of America vuole provare ad allargare il campo a tutti i prodotti e negozi, e sceglie la cittadina di Fresno come cavia per due motivi. Il primo: quasi la metà degli abitanti ha un conto nella Bank Of America. Secondo: se l’esperimento dovesse fallire, a nessuno glie ne importa un granché di Fresno, una cittadina nell’entroterra di quello stato a forma di calzettone che è la California.

La notizia non farebbe scalpore e la banca non farebbe una figuraccia. I negozianti erano già stati contattati in modo riservato, e l’esperimento parve funzionare. Nel giro di poco tempo, la Bank Of America inizia a spedire carte di credito in tutto lo stato della California.

L’affare risulta più complesso del previsto. Quei pezzi di plastica erano abbastanza complicati da usare. Una volta esibita la carta di credito, partiva tutta una serie di operazioni: immaginiamole con un unico piano sequenza come in un film di Brian de Palma.

Seguiamo di spalle un cliente entrare in un negozio ed esibire la sua tessera magica. Il negoziante prende i dati e va nel retrobottega, dove impugna la cornetta del telefono: seguendo la linea ci ritroviamo in un ufficio dove troviamo un impiegato chino sui libri contabili, per verificare la disponibilità del cliente, che intanto sta fumando una sigaretta. A quel punto la transazione viene registrata.

Come abbiamo sottolineato sin dall’inizio, alla base di un sistema di credito c’è l’affidabilità, ma non sempre era possibile sapere nelle mani di chi andava a finire una carta, i sistemi di valutazione non erano profondi come quelli attuali. Così anche alcolizzati, disoccupati e giocatori d’azzardo potevano ritrovarsi nella facile possibilità di acquistare senza esibire il contante. In alcuni casi poteva essere come “dare zucchero ai diabetici”: questa era l’espressione che diventò in voga al tempo.

Il risultato? Milioni di dollari persi dalla banca.

Ma l’idea era valida, e la prospettiva di guadagnare con gli interessi era un leccalecca caramellato di cui il super diabetico concetto di banca non poteva fare a meno. La carta di credito della Bank of America fu data in concessione ad altre banche, fino ad arrivare agli anni ’70, quando tutti i concessionari si riunirono per fondare quella che è ancora oggi una delle carte di credito più usate al mondo: VISA.

Nel frattempo altre banche avevano creato il loro sistema, e tutti i concorrenti si riunirono per fondare l’altra carta di credito più usata al mondo: la Mastercard.
Se vi alzate un minuto per andare a controllare, nel vostro portafogli c’è molto probabilmente uno di questi due marchi stampati su una tessera magnetica.

L’evoluzione della carta di credito e l’approdo in Europa

Dalle monetine col codice stampato alla carta di credito moderna è passato un bel pezzo di storia, che per lo più si svolge negli USA, il paradiso del consumismo e l’inferno dei debiti, il luogo dove una persona fisica può dichiarare bancarotta, e dove in 50 anni la magic card ha raggiunto le tasche di più del 70% della popolazione e 900 miliardi di dollari di debiti totali accumulati ( sì, sta girando la testa anche a me).

Nel frattempo, la carta di credito si è evoluta da un punto di vista tecnologico e ha viaggiato oltre i due oceani che separano quella mega cotoletta panata che sono gli USA dagli altri continenti. Tra gli anni ’70 e l’inizio degli ’80, la carta di credito si dota della banda magnetica uniforme, e la procedura di acquisto diventa di gran lunga più semplice, e spendibile anche all’estero.

In Europa la carta di credito si è diffusa piano piano a partire dagli anni ’90. Il concetto di consumo è sicuramente molto distante da quello statunitense, e le città sono organizzate in maniera differente. Nessuno compra 20 litri di latte a meno che non abbia voglia di prodursi in una performance artistica, il commercio al dettaglio è ancora presente, e sicuramente era ancora la modalità più consueta negli anni ’90. I cambiamenti che hanno contribuito al diffondersi della carta di Credito nel Vecchio Continente sono stati due: il primo è legato al consolidarsi dell’Europa.

Dalla generazione Erasmus alla convenzione di Schengen, il giovane europeo ha iniziato a muoversi da uno stato all’alto sempre più frequentemente, e la possibilità di spostarsi senza contanti è stata sicuramente molto utile. Il secondo motivo è la solita nostra vecchia amica: la rivoluzione del World Wide Web e il conseguente shopping on line.

Nel frettempo la banda magnetica è stata sostituita con un chip di standard EMV (Europay International, Mastercard e Visa) che rende la carta di credito più sicura e protetta da clonazioni. Sì abbiamo saltato questo delizioso capitolo delle carte di credito rubate, clonate, contraffatte. Il motivo per cui la carta di credito ha avuto difficoltà a prendere piede da noi, e per cui ancora oggi la popolazione più anziana è diffidente e preferisce i famosi soldi della pensione in contanti, al sicuro, sotto al materasso. Oggi siamo dell’epoca del contactless. Il pagamento è possibile tramite senza il “contatto” della carta con il terminale autorizzato (il POS, Ovvero Point of sale, punto di vendita).

La pandemia del Covid 19 ha reso ancora più diffusa sia la prudenza di non scambiarsi oggetti, per cui un pagamento senza contatto è perfetto, ma soprattutto la consuetudine di comprare on line. Regali di compleanno, cene pronte, strumenti per il lavoro e lo studio, abbonamenti a televisioni a pagamento per trascorrere le interminabili serate chiusi in casa.

Che si tratti di una carta di credito o di una carta di debito (ricaricabile, in cui i soldi ci sono già in partenza e poco a poco vengono spesi), ormai è diventato uno strumento indispensabile, e i vecchi contanti saranno sempre più un oggetto da collezione.

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